Terzo settore, Università, Istituzioni in rete per un diverso sviluppo sociale. Il progetto in sintesi

Puglia capitale sociale 2.0
Laboratorio politico per il Terzo Settore pugliese
Sintesi progetto

 

Premessa

Il mondo del TS è continuamente cresciuto in questi anni il censimento permanente del 2015 registra 5.528.760 volontari in Italia, mentre in Puglia si contavano 16.823 enti non profit (con una crescita rispetto al 1999 del 39,8%) e 218.695 volontari (con una crescita sul 1999 del 79,3%). La crescita delle Odv iscritte al Registro regionale è stata dal 2001 ad oggi del 542%, passando da 422 a 2.291.

Si pongono quindi i seguenti problemi:

  • Applicare la riforma del Terzo Settore anche in regione, cercando di superare i limiti della riforma nazionale, che invece di rafforzare il rapporto tra Cittadinanza attiva, TS, e istituzioni pubbliche locali, le ha in realtà rese più difficoltose, accentrando, ad es. nel sistema dei Csv le decisioni importanti a livello nazionale. 
  • Valorizzare il ruolo del TS come soggetto della democrazia partecipativa. La Regione Puglia ha l’anno scorso approvato con una visione lungimirante la sua legge sulla partecipazione 28/2017. Siamo da tempo immersi nella crisi sempre più accentuata della democrazia delegata e rappresentativa, che va integrata con forme di democrazia deliberativa e partecipativa in sede locale. Il TS non è l’unico, ma è certo per sua natura il principale soggetto della democrazia deliberativa e partecipativa, ruolo che è bene sia recepito nell’ambito della riforma del TS in regione;
  • Un contributo alla riforma del sistema dei Csv. I Csv, a cui la riforma chiede di erogare servizi a favore di tutti i volontari del TS e non solo delle Odv, sono uno strumento importante per il ruolo e le attività che esso svolge, perché senza informazioni adeguate, consulenza, formazione il TS non può svolgere in maniera adeguata i compiti a cui è chiamato. La riforma del TS in regione deve affrontare questo problema, favorendo un rapporto organico tra l’azione delle istituzioni pubbliche territoriali; 
  • TS, democrazia partecipativa, economia solidale, fondi strutturali. La programmazione 2014/2020 dei fondi di coesione ha aperto, come partner, all’insieme del TS in maniera molto più marcata che nel passato. Le azioni e le misure previste dall’accordo di partenariato nazionale e dallo stesso Por Puglia però faticano, come era prevedibile a trovare applicazione, è sempre più facile fare le cose tradizionali che innovare.
Il fine del progetto è quello di fare il punto della situazione in regione sulle problematiche su esposte, di confrontarci con le esperienze di altre Regioni, di elaborare delle proposte da offrire al dibattito pubblico e all’azione delle reti del TS e delle stesse Istituzioni pubbliche territoriali, attraverso l’avvio di una collaborazione organica tra TS pugliese, Università e Centri di ricerca: senza un rapporto stabile e virtuoso tra TS e il mondo della ricerca e dell’Università, la cittadinanza attiva e l’economia solidale non possono pensare di essere un soggetto in grado di essere un motore e un soggetto attivo per un diverso sviluppo sociale della regione. Uno sviluppo sostenibile quanto all’ambiente, e non c’è solo il problema dell’Ilva in Puglia, e di giustizia sociale, ma anche uno sviluppo quantitativamente maggiore, che dia un contributo nel lungo periodo al superamento della Questione meridionale, che ancora oggi vede l’emigrazione di troppi giovani qualificati del Mezzogiorno.

Il progetto punta, una volta concluso, a creare una struttura stabile che favorisca una collaborazione organica tra Università, ricerca, Volontariato, cittadinanza attiva e TS.



Chi coinvolge il progetto

Il progetto Terzo settore, Università, Istituzioni in rete per un diverso sviluppo sociale, coinvolge enti e reti del TS che hanno sottoscritto un Protocollo di intesa, un Protocollo allegato al progetto, già sottoscritto da 20 di queste enti e reti, e la cui sottoscrizione va avanti.
Oltre alle reti e agli enti di TS sono stati coinvolti il Dipartimento scienze politiche dell’Uniba, il CIID (Centro interuniversitario tra le Università pugliesi per l'innovazione didattica) e il CEDEUAM (Centro didattico Euro-Americano sulle politiche costituzionali) con sede presso il Dipartimento di storia società e studi sull'uomo dell’Università del Salento; l’Isbem (Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo) con sede a Mesagne; e inoltre eventuali altre Università o Centri studio. All’attività del progetto, saranno chiamati a dare la loro collaborazione anche studiosi e dipartimenti di altre Università e Centri studio italiani.



Attività e obiettivi da conseguire a conclusione del progetto

Seminari: corso del 2019 si organizzeranno presso le Uniba, Unisalento, Isbem, ma potrebbe essere anche presso i Csv di Brindisi e Lecce, seminari di una giornata a cui parteciperanno docenti, ricercatori, dottorandi delle università coinvolte, operatori e dirigenti delle Odv, Aps o Coopsociali di ciascun territorio. Pensiamo ad almeno 6 seminari in ciascuna delle province qui sopra elencate.

Altri incontri con Associazioni, altri enti di TS: oltre a far partecipare gli ETS alle attività seminariali, organizzeremo dei momenti preparatori di queste attività, affinché i seminari siano non solo un momento di apprendimento, ma anche di elaborazione comune di proposte da avanzare alle Istituzioni e ad altri soggetti del territorio. Successivamente, elaborate queste proposte, pensiamo di organizzare dopo i seminari incontri nel territorio, momenti aperti di concertazione in rete degli ETS, al fine di dare seguito alle proposte avanzate, sia in riferimento alla riforma del TS in regione (un tavolo sull’argomento tra Regione e TS è attivo da inizio 2018) come per quel che riguarda l’attività dei Csv nel territorio, ma anche per realizzazione di pratiche sociali e partecipative innovative nel territorio, che contestualmente usufruiscano del sostegno dei fondi di coesione UE.

Il Centro studi e iniziative sul TS: con questo progetto vogliamo organizzare un percorso seminariale e formativo che aiuti il TS ad affrontare le problematiche qui esposte, ma vogliamo anche lavorare per costituire tra Università Pugliesi e Terzo Settore un Centro permanente di studio e iniziativa sul e per il TS, coinvolgendo anche i Csv pugliesi. Alle attività del progetto, ma anche al futuro Centro permanente, saranno chiamati a dare la loro collaborazione anche studiosi, ed eventualmente dipartimenti di altre Università e Centri studio italiani. Stabilire ora esattamente che forma giuridica dare al costituendo Centro ora è prematuro, sarà obiettivo da realizzare nel corso del progetto definire  e avviare il Centro.

 

Guido Memo, Corsano 9 gennaio 2019